Siae e Inno di Mameli

Il 26 aprile a Messina il presidente del Consiglio comunale, Pippo Previti, ha denunciato “anomalie” sui diritti SIAE in relazione all’esecuzione durante una manifestazione pubblica dell’inno nazionale. Inizia così la lettera inviata da Previti al presidente della Repubblica la quale ha suscitato grande scalpore in rete, nonché interrogazioni parlamentari e proposte di legge. La Croce Rossa di Messina, durante il concerto di capodanno del 2009, ha eseguito in pubblico l’inno di Mameli. La somma richiesta dalla SIAE all’ente no profit di Messina è di esattamente € 1.094,40. Della stessa richiesta era già stata vittima la Federazione pallavolo del Veneto, anch’essa aveva suonato in pubblico l’inno di Mameli prima di una partita. Il 28 aprile, solo due giorni dopo l’accaduto, è stata presentata ad iniziativa degli on.li Roberto Cassinelli e Michele Scandroglio, alla Camera dei Deputati, un’interrogazione parlamentare per “stimolare presso il Parlamento l’avvio dell’iter” e quindi di una proposta di legge. “Il testo e la musica de Il Canto degli Italiani dovrebbero costituire un patrimonio nazionale, liberamente eseguibili e riproducibili. Nessun ente pubblico o privato può richiedere o comunque percepire proventi derivanti dalla sua esecuzione o riproduzione” scrivono gli onorevoli. La SIAE non poteva certamente rimanere inerte e così ha replicato “le esecuzioni e le rappresentazioni dell’inno nazionale sono, e restano, non soggette al diritto d’autore, in ragione della caduta in “pubblico dominio” dei diritti, essendo decorsi più di 70 anni dalla morte degli autori. Conseguentemente la SIAE non procede ad incassi relativamente alle manifestazioni in cui l’inno viene eseguito. La questione concerne invece il diritto di noleggio delle partiture musicali, diritto che spetta alle case editrici della c.d. “musica a stampa”, per ciò che attiene all’utilizzo degli spartiti da parte degli orchestrali. Questi diritti sono riconosciuti in tutta Europa e confermati dalla Direttiva europea 2001/29/CE (art. 5).” “Titolare dei diritti di noleggio è la casa editrice Sonzogno, che ha affidato alla SIAE l’incarico, meramente esecutivo, di incassare le somme ad essa spettanti, in forza di appositi accordi contrattuali”. La SIAE seguita affermando che rinuncerà l’incarico di riscuotere, dalla casa editrice Sonzogno, i predetti diritti di noleggio, così da tutelare l’immagine della Società ma, soprattutto, per richiamare l’attenzione sulla reale portata e sul valore dei diritti d’Autore, che riguardano la persona nella sua creatività intellettuale e la Comunità nella sua crescita civile, culturale ed economica. Questi i recenti avvenimenti in relazione alla predetta esecuzione dell’inno di Mameli. C’è da chiedersi quale diritto debba realmente essere tutelato: quello della casa editrice, e quindi della tutela dei diritti d’autore, o quello relativo all’Unita’ nazionale, per la quale ci si appresta a celebrare i 150 anni di unità, affinche’ si eviti, a enti, associazioni e organizzazioni vari, il pagamento dei diritti di sfruttamento dello spartito musicale relativo all’inno nazionale? La SIAE, nella presente fattispecie, ha rinunciato al mandato affidatole dalla casa editrice cosa che non aveva fatto in precedenza in altre controversie, sarà l’inizio di un ravvedimento della sua policy o sarà l’effetto dei 150 anni di unità nazionale?

Avv. Flaminia Merla 7.5.2010